Intervista agli artisti in residenza ad Anticoli Corrado: Jacopo Pannocchia, Beppe Stasi, James Philip Thompson

Intervista agli artisti in residenza ad Anticoli Corrado:

Jacopo Pannocchia, Beppe Stasi, James Philip Thompson

 

Jacopo Pannocchia

Jacopo PannocchiaJacopo Pannocchia nasce nel 1987 a S.Severino Marche (MC). Si diploma all’Istituto d’Arte di Macerata (2006) e successivamente presso l’Accademia Belle Arti di Macerata nella sezione di scultura (2014). Il suo percorso artistico è basato sulla ricerca di varie tecniche artistiche in particolare sull’incisione, grafica e scultura. Si specializza nella grafica d’arte con un master presso la stamperia “Il Bulino” di Sergio Pandolfini a Roma (2013). Espone in personali e mostre collettive in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora a Macerata.

 

Beppe Stasi

Beppe StasiBeppe Stasi nasce a Longobucco (Cosenza) nel 1993. Pittore, illustratore e musicista. Autodidatta, comincia a dipingere sin da ragazzo per poi trasferirsi nel 2013 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e successivamente in quella di Roma nel 2016. Realizza inoltre le scenografie del gruppo teatrale: “La Compagnia della Gramigna”. Attraverso gli acquerelli, che utilizza magistralmente, ci restituisce l’affresco di un mondo bizzarro che sembra circondarlo, popolato da uomini, donne e animali che si muovono sullo sfondo di meravigliosi paesaggi trasfigurati dalla luce e dal colore.

 

James Philip Thompson

James Philip ThompsonJames Philip Thompson è nato a Birmingham (UK) nel 1988.

Abbandonata la scuola a sedici anni, studia oreficeria presso la School of Jewellery della sua città natale per poi proseguire la carriera a Bath, dove inizia ad interessarsi alla pittura.

Dal 2012 è attivo a Roma.

Intervista

 

1) Come descriveresti il tuo lavoro a chi non lo conosce?

Jacopo Pannocchia: È praticamente impossibile dare una definizione del mio lavoro. Soprattutto considerando che nemmeno io so dove comincia e dove finisce. Il lavoro cresce con me. Chi non lo conosce deve fare lo sforzo di conoscerlo.

Beppe Stasi: Ho sempre indagato lo stupore appagante, seppure effimero, che danno le impressioni. Le emozioni forti spesso entrano prepotentemente dentro di noi, mentre le impressioni si infilano silenziosamente, per poi rafforzarsi e prendere forma col tempo e diventare qualcosa che i nostri occhi e la nostra sensibilità riconoscono come propri. Questo cerco in pittura: Comunicare tramite le sensazioni.

James Philip Thompson: È un lavoro che inizia con un profondo studio su differenti argomenti e che nel corso del tempo si viene realizzando attraverso un uso visivo dei miei studi. Attraverso la pittura ad acrilico, esprimo e cerco di comunicare ciò che ho appreso e le mie opinioni in merito. Tutto il mio lavoro è una ricerca che approfondisce sempre diversi ambiti del quotidiano e del vissuto, ma non solo, parla anche di storia, filosofia…

2) Quali strumenti e tecniche adoperi solitamente, e perché?

J. P.: Incisione. Carta. Pochi colori. Ossa.

B. S.: Uso tutto quello che la mia creatività può tramutare in espressione. Utilizzo però prevalentemente acquerelli e inchiostri. Non perché mi siano particolarmente congeniali, ma perché le macchie dettate dalla fluidità del pigmento e del colore permettono di portare il quadro verso una via che non avevo previsto. Ciò che potremmo definire errori, in realtà sono ricchezze che si lasciano emergere. Basta solo lasciarsi trascinare da questo flusso. È come se l’opera esigesse una propria genesi. Ed è proprio questa illusoria mancanza di controllo che mi affascina.

J. P. T.: Nel mio lavoro non c’è un’unica metodica, nel corso degli anni ho sperimentato nuove tecniche e modi per esprimermi. Nel caso specifico di questi miei lavori realizzati per Anticoli Corrado ho sperimentato l’utilizzo di fotografie e gesso e altri materiali, incorporandoli tra loro per arrivare ad un risultato ottimale.

3) Quali sono le tue impressioni sulla tua esperienza ad Anticoli Corrado?

J. P.: La storia di Anticoli Corrado è una delle cose che mi interessa. Anticoli è la storia.

B. S.: Anticoli Corrado è un paese che riappare spesso. Ritorna ogni qual volta si parla di arte e di pittori, quasi fosse uno sprazzo, una testimonianza di molte menti creative che per un qualche strano motivo hanno deciso di legarsi a quelle montagne e lasciare la propria impronta, la testimonianza tangibile del loro passaggio. Ogni qualvolta ritorno ad Anticoli, è come immergersi nelle atmosfere oniriche di una stagione passata. Un dolce scirocco tra il romanticismo e la malinconia.

J. P. T.: È un argomento che considero privato, ma attraverso i miei quadri, che sono il riflesso delle mie esperienze, riesco lì ad esprimere meglio le mie impressioni.

4) Parlaci del lavoro che stai preparando per la mostra al Museo di Anticoli Corrado.

J. P.: Cinghiali. Chiese. Teste.

B. S.: Essendo Anticoli la città dei modelli, ed essendo io un ritrattista, ho subito pensato che avrei dovuto continuare ciò che grandi pilastri della storia dell’arte avevano fatto prima di me. Ovvero esprimere ciò che continuo a cercare in pittura, tramite i volti che riuscivo a stanare in quel paese. Ma soprattutto capire quanto incanto fosse rimasto nella testimonianza dei suoi abitanti, e cercare di capire quanto fosse mutato. Ho subito trovato una moltitudine di ragazzi pronti a farsi ritrarre e mentre lavoravo alle bozze, e alle prime stesure di colore, era come se il lavoro venisse stimolato da tantissimi fattori esterni. Era impressionante scoprire che il modello o la modella che stavo ritraendo, era identico a personaggi che trovavo nei quadri che avevo studiato. Ma la cosa più sorprendente era che i miei modelli erano parenti dei famosissimi modelli anticolani che apparivano nei quadri o nelle sculture che colorano Roma. Tutto questo per dire che la pittura oltre a essere espressione ed indagine continua, è soprattutto testimonianza. E spero che nelle mie opere possa almeno filtrare l’idea che la bellezza non è soltanto appagamento, ma può divenire sopra ogni cosa la spinta verso la comunicatività universale.

J. P. T.: È un lavoro che è incentrato prettamente su Anticoli Corrado; muovendomi nel paese in mezzo ai suoi abitanti, mi sono immedesimato anche negli altri artisti e ho voluto realizzare una visione dal punto di vista opposto. Non ho messo nei miei lavori le figure o i ricordi di artisti passati nel paese, ma li ho voluti eliminare, lasciando solo un’ombra di loro in mezzo ai veri abitanti del paese, anima pulsante e viva di un’esistenza sana e allegra.